Gli Aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori di restauro

“SECONDA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE TECNICO-SCIENTIFICA-PASTORALE PER IL RESTAURO DELLA CRIPTA DI SANTA AGNESE IN AGONE”

19 GIUGNO 2017

Risultati della prima fase di ricerca:

Ing. Luca Mazzola

A seguito delle analisi effettuate si è individuato come le cause che comportano il sussistere delle condizioni di Degrado della Cripta sono molteplici ed alcune delle quali sono:

  1. L’attuale configurazione delle aperture per la ventilazione dei locali
  2. Il sistema di raccolta e drenaggio delle acque meteoriche;
  3. Il ristagno di umidità e fenomeni di condensazione superficiale;
  4. La mancanza di traspirazione dei locali del complesso Cripta.

Tenuto conto che cercare di isolare la muratura agendo direttamente sui materiali lapidei è particolarmente difficile ed oneroso e probabilmente inefficace, l’Ing. Mazzola suggerisce di trovare una soluzione relativa alla gestione del clima all’interno della Cripta. Consiglia quindi, di realizzare un sistema non invasivo di gestione e controllo microclimatico basato sulle ultime tecnologie di condizionamento e sanificazione dell’ambiente che preveda:

  1. Impianti di condizionamento disposti in prossimità delle aperture esistenti, in modo da poter consentire i ricambi d’aria necessari e lo smaltimento del carico termico.
  2. Impianti di deumidificazione in grado di ridurre il contenuto di acqua e vapore d’acqua nei materiali della struttura.
  3. Sistemi CNT (Charge Neutralization Technology) di neutralizzazione delle cariche elettriche dell’acqua presenti sul pavimento a contatto con la muratura (per evitare la risalita capillare).
  4. Sistema di sanificazione basato sull’uso di un plasma freddo in fase gassosa, che se immesso nell’ambiente insieme all’aria è in grado di ridurre composti organici volatili (VOC), particolato atmosferico e molte varietà di virus, batteri, muffe e funghi.

L’Ing. Mazzola dichiara che l’attività è stata offerta a titolo gratuito dall’EMASST quale sponsor dell’attività di recupero e restauro della Cripta di Sant’Agnese in Agone.

Per approfondimenti riguardanti i lavori di analisi della cripta :

Presentazione Analisi Cripta PDF

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“PRIMA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE TECNICO-SCIENTIFICA-PASTORALE PER IL RESTAURO DELLA CRIPTA DI SANTA AGNESE IN AGONE”

14 MARZO 2017

Organizzazione della prima fase di ricerca.

Ing. Luca Mazzola

Attività proposta :

 

Analisi elementale

Strumentazione a disposizione: Spettrometria di massa (distruttiva) – consente di determinare l’identità degli atomi dal rapporto massa/carica.

XRF (X-Ray Fluorescence) (non distruttivo) – si basa sull’irraggiamento del materiale con raggi X e gamma ad alta energia e si basa sull’effetto fotoelettrico.
Finalità: Consentono di identificare la tipologia e la quantità degli atomi del materiale analizzato (quindi la composizione) ed eventuali contaminanti (muffe, batteri, ecc..).

Non fornisce informazione su come gli atomi sono legati tra loro (molecole e strutture cristalline).

Analisi molecolare

Strumentazione a disposizione: Analisi spettroscopica tramite Raman (non distruttivo) ed EDX (distruttivo) per l’identificazione delle molecole. Entrambi le tecniche si basano su radiazione elettromagnetica che interagisce con gli elettroni delle molecole. Analizzando la radiazione diffusa si possono distinguere le diverse tipologie di molecole e/o strutture cristalline.

Finalità: Permettono l’identificazione dei pigmenti compatibili con l’epoca nella quale si presume sia stata realizzata l’opera.

Analisi superficiale

Strumentazione a disposizione: Microscopi ottici, microscopi elettronici (SEM e TEM) (distruttivo) e tecnica radar ai THz (non distruttivo)

Finalità: Proprietà superficiali, stato di conservazione delle opere, eventuali fenomeni di degrado (crepe, deterioramenti, muffe, ecc..)

Analisi di eventuali danneggiamenti sub-superficiali (lungo lo spessore dell’opera d’arte e dei suoi vari strati) e tra affresco ed il materiale di base.

Obiettivi e risultati

  • Analisi dei materiali e della tecnica di esecuzione delle opere, datazione ed autenticazione.
  • Studio dello stato di degradazione.
  • Individuazione dei precedenti interventi di restauro.
  • Suggerimento di metodologie di biopulitura ottimale per la specifica tipologia di opera d’arte e biorisanamento della superficie del materiale originale.
  • Identificazione di nuovi materiali (nanostrutturati e multifunzionali) più idonei, da utilizzare come protettivi e consolidanti.