Rassegna stampa

Morricone e Bach

Ennio Morricone, il grande compositore che tutti ben conosciamo, soprattutto per i western all’italiana e la sua collaborazione con Sergio Leone. Ma di colonne sonore ne ha scritte tante per grandi registi italiani e non, come Brian De Palma, Oliver Stone, Mike Nichols, Quentin Tarantino ed altri (ricordo qualche titolo: “Per un pugno di dollari”, “Sacco e Vanzetti”, “I giorni del cielo”, “Mission”, “Nuovo cinema paradiso”, “The Hateful Eight”) . E di premi ne ha avuti nel corso della sua lunga e prolifica carriera, Golden Globe, Grammy Awards, Nastri d’Argento, Oscar, Leon d’Oro alla carriera, fino alla Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. Un musicista che ha composto anche musica a carattere sacro, questa meno nota al grande pubblico ma comunque di notevole livello, come la “Missa Pape Francisci”, nel 2015. Dunque uno straordinario impegno artistico che ha meritato un ulteriore riconoscimento, la Medaglia d’oro del Pontificato consegnata dal Cardinale Gianfranco Ravasi in qualità di delegato di Papa Bergoglio. La cerimonia si è svolta nella chiesa di Sant’Agnese in Agone nell’intervallo fra le due parti della “Passione secondo San Giovanni” di Bach e, nel suo discorso, il Cardinal Ravasi ha usato una bellissima similitudine, citando la biblica Scala di Giacobbe e la scala musicale. Entrambe sono “verticali”, perché entrambe proiettano verso l’alto, ed è proprio quello che avviene ascoltando Bach, la sua immensità che ti riempie l’anima.

All’interno della vasta produzione di musica sacra, Cantate, Messe, Oratori (ma tutta la musica di Bach è intrisa di profonda religiosità), la “Passio secundum Johannes” segue di pochi anni quella secondo Matteo. L’obiettivo era rappresentare i quattro Evangelisti e infatti esistono altre due Passioni, ma l’attribuzione è incerta, sicuramente apocrifa quella di Luca e ricostruita quella di Marco (la musica è perduta ma rimane il libretto che ne ha permesso varie versioni). E veniamo a quella eseguita nella splendida cornice barocca di Sant’Agnese in piazza Navona, che si ispira ai capitoli 18 e 19 del Vangelo di Giovanni. Un Vangelo che, rispetto agli altri, si propone come più incentrato sulla figura umana di Cristo e la sua sofferenza, la cattura nell’Orto degli Ulivi, la traduzione innanzi a Pilato, la ritrosìa di quest’ultimo a condannarlo e infine il supplizio della croce. Anche se l’impianto generale risulta meno imponente della “Matthaus Passion” e meno drammatico, tuttavia il pathos non manca, soprattutto nei passaggi affidati al coro che enfatizza i momenti più cupi della Passione. Il tono prevalente è come un grigio sfumato, la mestizia che si effonde sin dal coro iniziale, poi ripresa dal recitativo, la voce dell’Evangelista che narra l’irruzione dei soldati nell’Orto e la cattura di Gesù.

Di nuovo il coro, quasi un grido ripetuto più volte, “Jesum von Nazareth!”, e gli archi sottolineano il clima di intensità emotiva che, progressivamente, stempera in una quieta malinconia, la rassegnazione, perché tutto è già scritto. Così nei corali che s’intervallano alle arie dei solisti, soprattutto la bellissima aria per soprano (“Mein Leben, mein Licht”, mia vita, mia luce). La negazione di Pietro s’intreccia con l’esposizione di Gesù al Sinedrio e quella successiva con Pilato, il quale non trova in lui alcuna colpa. E qui canto e musica hanno come un’impennata, in particolare il coro che esplode in un grido di condanna, comunque (canto e musica si fondono a spirale, un pezzo notevole). Ma nonostante i suoi sforzi Pilato non riesce ad evitare il supplizio di quello che reputa un uomo giusto, la folla preferisce Barabba e così, dopo i momenti della rabbia, ritorna quel clima di quieta malinconia, che s’incarna in una struggente aria per tenore. Ora tutto precipita, il ritmo stesso dell’oratorio diventa a tratti convulso, con passaggi del coro quasi in fugato (“Crocifiggi! Crocifiggi!”). Il dramma è al suo epilogo, sul Golgotha si consuma ciò che era scritto e tutto si placa nel corale di chiusura che è uno sguardo lanciato oltre la morte.

Non certo facile l’esecuzione di un’opera così complessa affrontata con decisione dall’Orchestra Barocca InCanto diretta da Fabio Maestri coadiuvato dalla Corale Armerina diretta da Gabriele Catalucci e il Coro da camera Canticum Novum diretto da Fabio Ciofini. Inoltre Patrizia Polia, soprano, Elisabetta Pallucchi, contralto, Roberto Mattioni, tenore, Federico Benetti, basso. Dario Ciotoli è Cristo e Carlo Putelli l’Evangelista. Un ottimo lavoro di squadra con momenti anche intensi, la cui gamma cromatica è come riverberata negli affreschi della cupola, la gloria di Sant’Agnese, un vortice di figure dovute all’estro di Ciro Ferri, allievo del grande Pietro da Cortona.

La vertigine del Barocco.

Antonio Mazza, 21 aprile 2019, www.newsartecultura.it

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THE NEW YORK TIMES
Best Deal on a Cultural Event
Many of Rome’s most stunning churches and palazzi are regularly the sites of free or low-price classical music performances. Among the best of these is the concert series in the Borromini Sacristy of the Sant’Agnese in Agone church in the Piazza Navona. There, every Sunday, you can enjoy music by the likes of Haydn, Chopin, Schumann or Mozart….
Brian Wingfield, 23 Aprile 2006

LA REPUBBLICA
Sant’Agnese in Agone – Lo swing di Pieranunzi riempie il jazz di poesia
Pianista in grado di swingare con energia e freschezza e di non perdere mai capacità poetica, Enrico Pieranunzi è jazzista tra i più attivi ed eclettici, e sarà in concerto oggi nella Basilica di Sant’Agnese a Piazza Navona. Il concerto, che fa parte del ciclo di “Concerti nella Sagrestia del Borromini”, sarà dedicato ai temi sviluppati nel suo recente album “Con infinite Voci”….
Felice Liperi, 3 Dicembre 2006

…dopo il successo della scorsa stagione dei concerti nella Sagrestia della splendida chiesa di Sant’Agnese in Agone, opera del Borromini, in piazza Navona davanti la fontana del Bernini, anche quest’anno l’associazione Musica a Piazza Navona ha deciso di riproporli…
2006

“Il violino di Brodsky risuona a Sant’Agnese: Annessa alla chiesa di Sant’Agnese in Agone, splendido lavoro del Borromini, sta la Sagrestia, anche questa del Borromini dove da qualche tempo si svolgono i concerti domenicali dell’Associazione Musica a piazza Navona, che inaugura oggi la stagione autunnale. La apre un famoso violinista russo, Vadim Brodsky (…)”
Landa Ketoff, 31 ottobre 2004

“Sonata per un Barone firmata da Beethoven: dopo il successo della scorsa stagione dei concerti nella Sagrestia della splendida chiesa di Sant’Agnese in Agone, opera del Borromini, in piazza Navona davanti la fontana del Bernini, anche quest’anno l’associazione Musica a Piazza Navona ha deciso di riproporli (…)”
Landa Ketoff, 2 novembre 2003

“Una giovane pianista per i concerti domenicali: Nella stupefacente cornice di Piazza Navona, dove si svolgevano gli agoni capitolini, dove avvenne il martirio di Sant’Agnese, si erge la Chiesa che si chiama appunto Sant’Agnese in Agone, uno dei capolavori del Borromini. La Sagrestia, ospita un ciclo di concerti domenicali che durerà fino al 30 marzo (…)”;
Landa Ketoff, 5 marzo 2003

IL TEMPO
Dal barocco al jazz tornano i concerti in piazza Navona
E’ davvero uno dei «salotti» più belli di Roma, una delle sale più congeniali all’ascolto della musica. Si tratta della preziosa Sagrestia del Borromini, che fa da dependence alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone, progettata dai due Rainaldi e modificata genialmente dal Borromini. Da cinque anni ospita la rassegna concertistica dal titolo Musica a Piazza Navona frequentata da molti stranieri e musicofili romani. Si inaugura domani sera con una storica istituzione musicale come l’Orchestra Sinfonica Abruzzese che, sotto la guida di Vittorio Antonellini, propone un medaglione mozartiano comprendente la mirabile Sinfonia concertante K 364 per violino e viola, la giovanile Sinfonia K129 e il Concerto per flauto. La stagione proseguirà poi con ritmo settimanale (ogni domenica alle ore 17) con le fascinose Voci dal Nord Europa (in programma pagine islandesi, Grieg e Sibelius) il 22 ottobre, con una Serata jazz (29 ottobre) affidata al duo Gwis-Pirozzi, con il valente duo Caiolo-De Zan tra Mozart e Strawinsky (5 novembre), con il pianista Antonio Di Cristofano tra Schumann e Brahms (12 novembre). E poi il 19 novembre con il Romabarocca Ensemble, il controtenore Mario Bassani e il soprano russo Alla Gof, distintasi recentemente nella Didone abbandonata di Galuppi allo Sperimentale di Spoleto, in un repertorio settecentesco tra Vivaldi, Albinoni, Lotti e Haendel. Il 26 sarà la volta del Trio Parsifal e il 3 dicembre dell’eccellente pianista jazz Enrico Pierannunzi. Per le feste infine L’opera in salotto (a Natale) col pianista Giuseppe Tabanti, il sassofonista Enzo Filippettin (S. Stefano) ed il Concerto di Capodanno col duo Zurletti-Novarino (violoncello-pianoforte).
Lorenzo Tozzi, 14 Ottobre 2006

…Roma sembra offrire cornici invidiabili alla grande musica. Sino al punto da non capire se la cornice sia più pregevole del quadro o viceversa. Un esempio in cui quadro e cornice si sposano pregevolmente è quello dei concerti proposti nella Sagrestia del Borromini della chiesa di Sant’Agnese in Agone…
2006

“L’appuntamento: Rodolfo Bonucci, concerto in Sagrestia”
Per i concerti nella Sagrestia del Borromini a Sant’Agnese in Agone, domenica alle 17,30 si terrà il concerto del violinista da giugno 2004 è accademico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (…)”
21 gennaio 2005

“Duo pianistico in Sant’Agnese in Agone: gli spazi caratteristici e suggestivi della chiesa di Sant’Agnese in Agone, in piazza Navona, faranno da sfondo ideale al concerto che avrà luogo stasera, alle 17,30, nella Sagrestia del Borromini. Ad esibirsi in una favolosa performance musicale il duo pianistico Brusco – Scolastra”
2 gennaio 2005

“Musica da camera nella Sagrestia del Borromini”
Alla suggestione della meravigliosa cornice architettonica con la berniniana fontana dei fiumi ed alla chiesa di S.Agnese del Borromini, si aggiunge ora la possibilità di ascoltare la domenica mattina della buona musica, grazie all’iniziativa di giovani musicisti in un luogo storico come la sagrestia della stessa Sant’Agnese disegnata del Borromini (…)”
Lorenzo Tozzi 23 febbraio 2003

LA STAMPA
Petit tour musicale fra chiese, basiliche, palazzi e teatri
Nella chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona, nella Sagrestia del Borromini, matinée musicali con Pamela Sensi al flauto e Katia Catarci all’arpa che eseguiranno musiche di Mozart, Dalla piccola, Massenet, Bizet. I concerti della domenica mattina a Sant’Agnese dureranno tutto maggio e tutto giugno. (…)
18 maggio 2003

L’AVVENIRE
…Ci saranno artisti classici illustri come il violinista Vadim Brodsky, che terrà un recital per violino solo, e come il violinista Felix Ayo e la pianista Lya de Barberiis (allieva di Casella, concerti con Gavazzeni, Maazel)…
2006

“Sant’Agnese in Agone: i concerti in Sagrestia”
L’emozione di visitare una delle più belle sagrestie d’Italia, quella della chiesa di Sant’Agnese in Agone, ascoltando le note di un brano di musica da camera. Ogni domenica pomeriggio alle 18.00 questo suggestivo luogo ospiterà i concerti per pianoforte promossi dall’associazione Musica a Piazza Navona.
Marina Tomarro

IL MESSAGGERO
“Dai grandi classici a Jarret, un pomeriggio musicale”
E’ uno dei concerti più attesi di Musica a Piazza Navona, la stagione che si svolge nello splendido scenario della Sagrestia del Borromini presso la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Oggi alle 17.30 suonano in Duo il violinista Felix Ayo e la pianista Lya de Barberiis: due artisti sulla breccia da molti anni. Ayo , accademico di Santa Cecilia, fa parte dalla fondazione del prestigioso “Quartetto Beethoven”(uno dei migliori quartetti con pianoforte esistenti) ed è stato tra i fondatori della celebre orchestra da camera “I Musici”; la De Barberiis, già allieva di Casella, hs dsto concerti per le più importanti istituzioni e ha collaborato con bacchette illustri come Giannandrea Gavazzeni e Lorin Maazel. In programma due pezzi forti del grande repertorio cameristico per violino e pianoforte: la sonata in fa magg. op.24 “La primavera” di Beethoven e la sonata in la magg. di Cèsar Frank. (…)”
Alfredo Gasponi, 1 maggio 2005

“Ci saranno artisti classici illustri come il violinista Vadim Brodsky, che terrà un recital per violino solo, e come il violinista Felix Ayo e la pianista Lya de Barberiis (allieva di Casella, concerti con Gavazzeni, Maazel…) entrambi sulla breccia da tantissimi anni, i quali suoneranno in duo la Primavera di Beethoven e la Sonata di Franck, nella stagione primaverile dell’associazione Musica a Piazza Navona. L’inaugurazione, nella splendido scenario della Sagrestia del Borromini presso la chiesa di sant’Agnese in Agone, è oggi alle 17.30 col giovane pianista avellinese Gianluca Di Donato, già allievo di Aldo Ciccolini, che suona musiche di Beethoven. (…) Musica a Piazza Navona ospita infatti diversi generi musicali, dai Lieder di Strauss e Mahler ai tanghi di Piazzolla fino alle canzoni napoletane scritte da grandi operisti come Rossini, Leoncavallo e Donizetti.
Alfredo Gasponi, 10 aprile 2005

“Musica a Piazza Navona, al via con Ciaikovsky”.
Cresce, la stagione di concerti che si svolge nello scenario unico della Sagrestia del Borromini annessa alle chiesa di Sant’Agnese in Agone. Nella nuova edizione della rassegna organizzata da Musia a Piazza Navona con gli interpreti giovani protagonisti delle scorse edizioni, ci saranno anche artisti affermati. Come l’ottimo violinista russo Vadim Brodsky, nipote del primo interprete del Concerto di Ciaikovsky, già allievo di David Oistrach e vincitore del concorso Wienawsky, che oggi alle 17,30 tiene il concerto inaugurale con il giovane pianista Sebastiano Brusco. Bel programma. (…) tra gli altri protagonisti, Elio Pandolfi in una serata dedicata all’operetta, il pianista Riccardo Gregoratti e il Quartetto Bernini.”
Alfredo Gasponi, 30 ottobre 2004